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Test INVALSI: inutile imposizione o produttiva occasione?

L’INVALSI è solo somministrazione di test e misurazione degli apprendimenti?

Secondo La Casa degli Insegnanti è molto di più: è uno strumento per ragionare di didattica, per pensare a nuovi metodi di insegnamento, per riflettere con gli studenti sull’apprendimento attivo e non inscatolato in discipline indipendenti e autoreferenziali.

Il sapere è più complesso, coinvolge più punti di vista e più conoscenze.

Da questa considerazione è nato il progetto  Laboratorio di riflessione didattica sull’insegnamento della matematica e dell’italiano de La Casa degli Insegnanti e da due anni la nostra Associazione ha avviato, con un gruppo di docenti dei diversi livelli scolastici (primaria, secondaria di primo e secondo grado), una ricerca azione per ripensare, mediante l’utilizzo dei dati INVALSI, la didattica disciplinare di queste due materie, per riflettere e confrontarsi come comunità pratica di lavoro, per sviluppare competenze consolidate, durature e spendibili nel tempo, affinché gli studenti possano affrontare, con adeguati strumenti culturali, la complessità e la rapidità di cambiamenti, tipici della società attuale.

Il progetto si propone di ragionare sia sulla parte teorica presente nelle Indicazioni Nazionali sia su metodi da sperimentare in classe.

Si richiede sempre più spesso ai docenti di perseguire una didattica inclusiva, sicuramente difficile nell’attuale situazione scolastica, sia per la riforma ministeriale sia per la presenza di studenti stranieri e discenti certificati DSA e più in generale BES: l’Associazione e gli insegnanti, sicuri che le difficoltà possono diventare un’occasione per ripensare globalmente la didattica hanno scommesso sul percorso convinti di poter migliorare l’insegnamento, rendendolo più aderente alle richieste di studenti e genitori.

Il progetto, che si proponeva un percorso da svilupparsi su più anni, ha superato il suo secondo

anno di vita, con risultati estremamente positivi: gli insegnanti hanno affrontato le tematiche disciplinari proposte in modalità̀ laboratoriale e di problem solving, si sono messi in gioco lavorando singolarmente e in gruppo, hanno verificato con le classi la validità delle nuove proposte didattiche.

I Quadri di Riferimento (QdR) di italiano e matematica, considerati strumenti di lavoro fondamentali, sono diventati il punto di partenza del percorso, perché indicano ciò che si deve valutare e sono utili per adottare opportune strategie di miglioramento nei casi di provate criticità; presentano idee-chiave in grado di stimolare una riflessione sulla prassi didattica e promuovono nuove forme di programmazione dei contenuti, vista la loro stretta correlazione con la ricerca scientifica disciplinare.

Sebbene nei gruppi siano presenti anche docenti a titolo personale, l’idea del progetto era quello di coinvolgere gruppi di docenti della stessa scuola per poter creare all’interno di questa gruppi di lavoro condiviso. Oltre che per alcune scuole di Torino, questo è stato possibile anche per Giaveno e Ivrea.

Per quanto riguarda l’insegnamento dell’italiano, si è proceduto a un vero e proprio riesame dei metodi e dei contenuti della Grammatica e dell’Analisi testuale, soffermandosi in particolare su quelle difficoltà che, già presenti nella scuola primaria, si amplificano nei successivi livelli scolari.

I partecipanti al corso hanno riflettuto su “oggetti” linguistici appartenenti a diversi ambiti di competenza, con riferimento ai processi cognitivi messi in atto; hanno ragionato sulla   funzione referenziale o comunicativa della lingua; hanno verificato il possesso della competenza lessicale, mettendo in atto metodi e verifiche finalizzate a valutare la comprensione del significato di un termine in relazione al contesto in cui è inserito e proponendosi di sviluppare negli studenti sia un vocabolario sempre più ricco sia la capacità di cogliere legami semantici via via più complessi.

Si è infine proceduto all’analisi delle domande di grammatica dell’INVALSI, sicuramente le più criticate dagli insegnanti,   perché introducono alcuni dei contenuti innovativi più assodati e condivisi nella ricerca, puntando soprattutto a sollecitare negli allievi l’osservazione dei dati e la messa a fuoco di fenomeni grammaticali anche nuovi rispetto alle consuete pratiche didattiche, come la ricerca delle regolarità, la scoperta di relazioni, di simmetrie e di asimmetrie.

Per quanto riguarda la matematica, sono stati individuati tre temi fondamentali su cui puntare la riflessione: Numeri, Geometria, Funzioni. Ogni anno e per ogni gruppo è stato scelto un tema da approfondire, anche attraverso seminari delle prof.sse Gallo e Cantoni che hanno ottenuto un grosso successo.
Per altro la ricerca fatta dall’INVALSI sulle prove somministrate negli anni mette in luce non soltanto le criticità su argomenti matematici, ma come queste siano strettamente legate alle difficoltà degli studenti nella lettura e nella interpretazione degli item. Ne consegue che è stata posta attenzione anche agli aspetti linguistici, ad esempio con  un seminario di una dott.ssa Di Martino sul ruolo del linguaggio nella comprensione della matematica e dei misconcetti che possono generarsi con interpretazioni di termini matematici che nel linguaggio naturale hanno significati diversi.

Il lavoro di ricerca dei docenti ha puntato dunque all’individuazione degli ostacoli linguistici e matematici, attraverso la somministrazione in classe di item INVALSI particolarmente critici; gli studenti hanno dovuto motivare le loro risposte o direttamente durante la prova o nella successiva discussione in classe con i compagni.

L’articolazione di lavoro descritta sopra per italiano  e matematica richiede necessariamente un continuo contatto tra docenti e tutor, non possibile visto il limitato numero di ore previsto per gli incontri. Si è quindi utilizzata una delle piattaforme dell’Associazione http://moodle.lacasasperimenta.it/ che ha consentito lo scambio di informazioni e di materiali e la discussione tra i partecipanti sulle problematiche incontrate in classe.

Il corso  ha avuto un effetto positivo, stimolando procedure e processi di miglioramento, soprattutto perché i docenti hanno capito che i metodi didattici diventano efficaci nel momento in cui si presentano alcune importanti condizioni: la volontà di cambiamento, tanto da parte dei dirigenti scolastici quanto degli insegnanti; la scelta di uno o al massimo due aspetti su cui impostare strategie di miglioramento pertinenti, efficaci, cognitive. Un altro aspetto importante è stata la crescita professionale riscontrata nel tempo, ottenuta con un aggiornamento che vede i docenti in un atteggiamento in gran parte attivo nella riflessione didattica, nella proposizione di metodi e strategie didattiche che favoriscano apprendimento ed inclusione.

Le responsabili

Annamaria Moiso e Ada Sargenti

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Ritorno al Salone del Libro

Quest’anno la Casa degli Insegnanti sarà presente al Salone del Libro di Torino nello spazio

Stock del Bookstock Village

Lunedì 22 maggio 2017 dalle ore 18 alle 20

 

Verrà presentato il libro “A proposito di Berlin” realizzato da 5 classi di tre licei (Newton di Chivasso, Sacra Famiglia e Majorana di Torino) e curato da Rino Coppola e Anna Maria Moiso della Casa degli Insegnanti.

Scarica e diffondi la locandina

geda1I ragazzi delle tre scuole dopo aver letto i primi tre volumi di “Berlin” di F. Geda e M. Magnone, hanno scritto “dentro e intorno” al romanzo, con il divertito consenso degli autori.

Il libro è il risultato del progetto di Alternanza Scuola-lavoro “Se i personaggi cercan l’autore” elaborato dalla Casa con la collaborazione del CeSedi.

Il progetto riguarda la filiera del libro: scrittura, correzione di bozze, revisione editor, illustrazione, composizione, contratto editoriale, pubblicazione, promozione e vendita.

Il progetto ha avuto il sostegno e la proficua collaborazione di Fabio Geda che ha accettato di offrire alle acerbe mani dei corsisti il suo ultimo lavoro, Berlin perché fosse letto, riletto, utilizzato.

Il progetto nel dettaglio

a cura di Rino Coppola

Agli studenti, dopo la lettura dell’opera di Geda, è stato chiesto di scrivere almeno un capitolo che costituisse un prequel, uno spin off o un sequel della vicenda. Sono stati affiancati e sostenuti, in questa impegnativa creazione, dalle professoresse Giovanna D’Arrigo, Marta Cumino, Claudia Bartoletti. Rino Coppola e Annamaria Moiso, per La Casa degli Insegnanti hanno selezionato i brani e curato la forma finale dei testi.geda4

Il Ce.Se.Di., nella persona di Maria Grazia Pacifico, ha garantito la cornice istituzionale e facilitato il coordinamento tra le scuole e l’Associazione.

Alla Impremix Visual Grafika è stato chiesto il difficile lavoro di composizione del materiale raccolto.

L’editore Enrico Cavallito ha incontrato i ragazzi per raccontare il complesso mondo dell’editoria e spiegare i retroscena della pubblicazione e della distribuzione delle opere. Il grafico Giovanni Lombardi ha illustrato ai giovani scrittori le tecniche e le caratteristiche formali attraverso le quali si stampa un disegno e ha visionato e adattato le immagini prodotte.

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Per la presentazione la Casa degli Insegnanti si è rivolta al Salone del libro di Torino, ma la promozione continuerà in più occasioni, all’interno delle scuole del progetto, in quelle a loro vicine o in eventi territoriali di incontro e confronto con famiglie e cittadinanza.

A tutte le persone e le agenzie che hanno partecipato, alle segreterie, ai docenti che hanno consigliato e incoraggiato, ai prèsidi, allo staff della Casa degli Insegnanti e in particolare alla presidente Claudia Testa e a Bruna Cibrario, va il ringraziamento per la realizzazione del progetto.geda2

Il libro è una raccolta di racconti brevi ed è solo una parte del totale dei lavori presentati dagli allievi coinvolti nel progetto. I giovani artigiani della scrittura hanno scritto con stile e forma differenti, usando le occasioni offerte dalla saga di autori noti, per liberare l’immaginazione e creare situazioni inedite.

Il timore che la lettura possa rivelarsi difficile, senza la conoscenza della vicenda originale, si dissolve dopo i primi capitoli: di fatto i prequel introducono il mondo di Berlin, presentano i personaggi e gli ambienti e preparano agli eventi successivi, questi sì, innestati nel romanzo d’ispirazione. La terza parte affronta il terreno inesplorato del prosieguo della storia.

Va precisato che i Nostri hanno scritto prima della pubblicazione della quarta puntata e che l’intero ciclo ne prevede sei.

Il desiderio di un epilogo positivo è una nota ricorrente nei sequel, ma è declinato in modi diversi: spesso la salvezza appare possibile, ma ancora inafferrata.

Gli ultimi sei capitoli costituiscono un esperimento di raffinata inventiva, gestito con estro e capacità narrativa. Sono un estratto di una vicenda più ampia, parallela a quella di Berlino, ambientata in una Torino gotica che la pandemia ha fatto scivolare in un medioevo affascinante e allucinato.

A tutte le voci sono state garantite libertà espressiva e inventiva, sono state piegate all’esigenza della sintassi, del rispetto delle dimensioni, della consecutio temporum… ma conservano e offrono al lettore spontaneità e sfrontata fantasia: virtù e peccato dell’opera.

 

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GeoGebra, GeoGebra e ancora GeoGebra 

Dall’a.s. 2010-11 La Casa degli Insegnanti propone il Progetto Comunità di pratica con il software GeoGebra. Il titolo chiarisce che non si vuole proporre un corso di addestramento su GeoGebra, ma piuttosto una riflessione che coinvolga in modo attivo gli iscritti e i tutor sulla didattica della matematica con l’uso di questo software, con una produzione di materiali didattici da condividere e da sperimentare in classe. Per questo è previsto l’utilizzo di una piattaforma moodle della Casa che agevola le comunicazione e la condivisione di materiali tra un incontro in presenza e l’altro. Tutto questo è anche supportato da seminari di esperti che stimolano ed aiutano alla riflessione. Quest’anno il Progetto, inserito come sempre nel catalogo CE.SE.DI., ha ottenuto il riconoscimento da parte dell’USR Piemonte e si prevede di continuare l’esperienza anche nel prossimo anno scolastico.

Potremmo dire che GeoGebra è nella hit parade dei software: infatti pur essendo stati negli anni molti i docenti che hanno partecipato al progetto, ogni anno abbiamo sempre un numero alto di nuove iscrizioni, a cui negli ultimi anni si sono aggiunti anche molti docenti della scuola dell’obbligo.
Il percorso, che prevede un corso base ed uno avanzato, non si conclude però con il termine di quest’ultimo. Sono infatti previste per chi vuole altre due possibilità per proseguire l’esperienza insieme che portano alle certificazioni del GeoGebra Institute di Torino.
La prima riguarda la sperimentazione di una unità della propria progettazione didattica utilizzando GeoGebra. L’unità viene progettata e discussa con i tutor e, solo dopo la sua validazione, verrà sperimentata in classe; un tutor assisterà ad una lezione e il docente farà una relazione finale, riflettendo su quanto osservato nella classe e sulle risposte degli studenti agli stimoli proposti: l’osservazione degli studenti e la riflessione sono un momento importante nella crescita professionale. Al termine di questo percorso il docente ottiene la Certificazione di Utente GeoGebra.

La seconda, che è in genere un seguito del percorso appena descritto, coinvolge direttamente docenti certificati disponibili nell’attività di formazione. Per questo è previsto un certo periodo di “tirocinio” in cui gli aspiranti tutor affiancano i tutor titolari nell’attività in aula e in piattaforma. Trascorso con successo il periodo di tirocinio, questi docenti ottengono la Certificazione di Esperto GeoGebra e possono inserirsi in modo autonomo come tutor nei corsi.

Alcune scuole hanno anche richiesto corsi specifici al di fuori del progetto, per rispondere ad esigenze del loro Dipartimento di Matematica. Ad esempio  ci è stato chiesto un corso  sul 3D, finalizzato  ad individuare strategie per favorire negli studenti la capacità di vedere solidi, magari non di tipo tradizionale, che però incontrano nei quesiti delle prove dell’Esame di Stato del Liceo Scientifico. Eccone un esempio illustrato in figura.

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Un solido ha per base la regione R del piano cartesiano compresa tra il grafico della funzione  fdixe l’asse delle x nell’intervallo [0,3]; le sue sezioni ottenute con piani perpendicolari all’asse x sono tutti triangoli isosceli di altezza kx, con kdir

La Responsabile del Progetto Ada Sargenti

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La Rete nazionale “Con i nostri occhi”

La stanza delle Necessità Educative Speciali ha superato i confini delle proprie pareti quando, nel gennaio del 2013, ha intrapreso il cammino della Metodologia Pedagogia dei Genitori per la costruzione di un Patto Educativo che impegni la scuola e la famiglia a condividere le linee portanti dell’azione educativa.

L’avvio è stato un incontro di insegnanti di sostegno e di tutte le discipline con il professore Riziero Zucchi, docente di pedagogia generale e speciale all’università di Torino, esperto e coordinatore scientifico, insieme alla professoressa Augusta Moletto, della metodologia pedagogia dei genitori. Si sono aperti orizzonti nuovi ed entusiasmanti con la conoscenza della metodologia, che permette di riconoscere e valorizzare le competenze e le conoscenze dei genitori, collegandole con quelle dei docenti, per restituire alla famiglia la dignità di “autore di educazione” attraverso la narrazione degli itinerari educativi compiuti dai propri figli.

La collaborazione con i professori Zucchi e Moletto è proseguita fino ad oggi in modo costante e determinante per l’evoluzione del cammino intrapreso, le cui tappe più significative sono caratterizzate dalle attività realizzate nell’arco degli anni dal 2013 al 2017 .

  • Nell’anno 2013, la conoscenza e l’approfondimento dei fondamenti della metodologia pedagogia dei genitori e degli strumenti che la realizzano
  • Nell’anno 2014, la costituzione di un gruppo di lavoro sulle Risorse Educative Sociali (RES), all’interno della stanza delle Necessità Educative Speciali, formando un unico gruppo di lavoro, con lo scopo di creare un coordinamento delle attività delle scuole che sperimentano la metodologia pedagogia dei Genitori e una rete fra le realtà locali e di proporre momenti di formazione, seminari giornate di studio, per dare visibilità sociale alle realizzazioni della metodologia. Il metodo di lavoro degli incontri è il racconto da parte dei partecipanti delle esperienze messe in atto nella propria scuola.
  • Nell’anno 2015, la costituzione della rete “Con i nostri occhi” tra le scuole che sperimentano la metodologia pedagogia dei genitori, con la promozione di un accordo di rete tra due scuole capofila, l’IC “Ricasoli”e l’IC“A.Peyron”, rappresentate entrambe dal proprio dirigente, le istituzioni scolastiche che attuano la sperimentazione, le associazioni e le istituzioni pubbliche che ne condividono la teoria e la pratica.

Supportano e contribuiscono al funzionamento della rete:

  • CESEDI – Città metropolitana di Torino
  • CIDI – Centro di Iniziativa Democratica di Torino
  • CIS – Comitato per l’Integrazione Scolastica
  • La Casa degli Insegnanti

Oggetto del presente accordo è la collaborazione tra le scuole nella realizzazione di interventi per la valorizzazione delle competenze educative dei genitori e il miglioramento delle relazioni tra la scuola e la famiglia, il riferimento scientifico-metodologico è la Metodologia Pedagogia dei Genitori, l’obiettivo prioritario il coinvolgimento delle famiglie nel progetto formativo scolastico e sociale attraverso i principi scientifici e gli strumenti della metodologia.

La modalità di funzionamento della rete consiste in incontri di coordinamento(iniziale per la programmazione, intermedio per lo scambio di esperienze, finale per il racconto e la condivisione delle esperienze) , in attività di formazione, diffusione delle esperienze e dei risultati a livello sociale e di rete attraverso i gruppi di narrazione.

  • Nell’anno 2016, la realizzazione della rete “Con i nostri occhi” con l’iscrizione di 15 scuole e dei primi incontri di coordinamento. Temi generali della rete, nei primi due anni, sono stati l’inclusione e l’integrazione come aspetto della multiculturalità.

Il CESEDI, nella persona della dott.ssa Daniela Truffo, con l’istituzione della rete, è diventato motore principale soprattutto per quanto riguarda la comunicazione e l’organizzazione, non solo degli incontri di coordinamento della rete, ma di tutte le iniziative di formazione e di diffusione dei risultati della sperimentazione.

  • Nel corrente anno 2017, la formazione dei docenti e dei genitori con la realizzazione di quattro seminari di approfondimento (il quarto ancora da effettuare) dei seguenti argomenti:
  • Principi scientifici della metodologia pedagogia dei genitori
  • La continuità educativa
  • L’orientamento come educazione alla scelta
  • Apprendimento e Relazione

Il numero delle scuole che si sono messe in rete è aumentato rispetto alle 15 iniziali ed è ad oggi pari a 23. Vi sono, però, altre 12 scuole che stanno sperimentando la metodologia, ma non si sono ancora iscritte alla rete. I risultati delle scuole che sperimentano la metodologia sono molto positivi in termini di miglioramento del benessere che si crea nelle relazioni con i genitori e i docenti.

Il Patto Educativo che coinvolge la scuola e la famiglia nel processo formativo degli allievi e dei figli, propone la scelta di investire sull’umanità delle persone. Il Gruppo di Narrazione, uno degli strumenti fondamentali della metodologia, consente di realizzare un riconoscimento affettivo profondo tra i partecipanti, che si rinnova anche a distanza di tempo. La narrazione delle qualità del proprio figlio crea un rapporto privilegiato tra docenti e genitori.

Si stabilisce , infatti, un dialogo ed una collaborazione tra i vari attori del contesto scolastico che favorisce la conoscenza reciproca, nella consapevolezza che il successo formativo si fonda sull’accordo tra adulti di riferimento, docenti e genitori.

Emilia Emanuele
Stanza delle Necessità Educative Speciali

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La Casa in “opera”: MIrra

La Casa degli Insegnanti
vi invita al concerto presso

Auditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale di Torino
Piazza Carlo Alberto, 3

lunedì 27 marzo h 17

Mirra

Opera da camera in un atto
Musica di Marco Emanuele

Libretto liberamente tratto da Mirra di Vittorio Alfieri

Personaggi e interpreti:
Mirra, soprano – Marina Degrassi
Cecri, soprano – Tatjana Korra
Pereo, controtenore – Angelo Galeano
Ciniro, basso – Giuseppe Gerardi

Direttore: Edoardo Narbona

Luciano Condina (flauto), Fabio Freisa (clarinetto), Martin Mayes (corno), Patrizia Giannone (chitarra), Stefanina Priotti (violino), Laura Culver (violoncello), Marlon Crispatzu (contrabbasso).

Si ringrazia per la collaborazione la classe IV A serale dell’Istituto Bodoni-Paravia

Locandina

Locandina con trama

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Concerto di Natale 2016

LA CASA DEGLI INSEGNANTI invita 

20 dicembre 2016, h 17.30

Le vitel étonné

Via S. Francesco da Paola, 4 – Torino

Concerto di Natale con il Trio Debonairaperitivo-in-musica debonair1

Marina Degrassi, soprano

Stefania Priotti, violino

Laura Culver, violoncello

Locandina

Programma

  • Loosin Ielav (canto tradizionale armeno), trascrizione di M. Emanuele
  • Benjamin Britten, A New Year Carol, trascrizione di M. Emanuele
  • Benjamin Britten, Antique, da Les illuminations, trascrizione di M. Emanuele
  • Marco Emanuele, Llámame ayer, testo di A. Linares
  • Marco Emanuele, Ah! che nel dirti addio, testo di P. Metastasio
  • Ernesto Halfftner, Ay que linda moça (Fado), trascrizione di M. Emanuele

Il Trio Debonair, composto da voce e due archi, nasce dalla collaborazione di musiciste di provenienza ed esperienza diverse.

Marina Degrassi si è diplomata in Canto lirico al Conservatorio Verdi di Torino, perfezionandosi poi con il soprano Tatjana Korra. Ha cantato come protagonista in opere di Rossini, Donizetti, Pergolesi, Mozart e in varie operette italiane. Il suo repertorio spazia dal Barocco alle canzoni napoletane, ai tanghi argentini.

Stefania Priotti, formatasi con Virgilio Brun e Massimo Marin, ha suonato con l’orchestra del Teatro Regio di Torino, Antidogma Musica e l’Accademia dei Solinghi; studiosa di musica medievale, suona la viella e la ribeca, collaborando con gruppi di musica antica, tra cui Clerici Vagantes, Contrapunctum, la Compagnia dell’Istituto Stanislao Cordero di Pamparato, gli Invaghiti; nel 2000 ha fondato Azimants Amors Veraia, ensemble specializzato nel repertorio dei Trovatori.

Laura Culver ha studiato musica, danza e teatro negli U.S.A., dedicandosi soprattutto al jazz. Collabora con vari gruppi teatrali e musicali, partecipa a rassegne e festival in Italia e all’estero. Ha inciso con diversi artisti jazz e nel 2010 è uscito il cd di canzoni napoletane in duo con Nuccio Siano.

Incontratesi per il racconto musicale di Marco Emanuele L’anno che uccisero Rosetta, basato sul romanzo di Alessandro Perissinotto e rappresentato al Teatro Erba per La Casa degli Insegnanti, le musiciste collaborano con l’attrice Francesca Vettori e con lo stesso compositore, che per loro ha scritto Frammenti di un discorso amoroso, eseguiti nel 2013 all’Istituto Avogadro per La Casa degli Insegnanti, al PAV (Parco arte vivente), al Circolo dei lettori e al circolo Maurice; Orlando, tratto dal romanzo di Virginia Woolf, rappresentato all’Auditorium Orpheus nel 2014 per La Casa degli Insegnanti; e Fedra, da Racine, eseguita nel 2015 per La Casa degli insegnanti e a Chieri per la rassegna Musica in corte.

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A proposito di Valutazione

Anche quest’anno La Casa Degli Insegnanti ha vissuto la propria Tre Giorni di ritiro professionale tra le montagne di Cantalupa dedicandosi al tema della Valutazione.
Abbiamo valutato che valutare rivaluta e valorizza, purché valutando si valuti l’azione del valutare e ci si prepari a valutare misurando e pesando gli strumenti di valutazione.
Troppo complicato?
Sì, valutare è complicato, ma è parte indissociabile e qualificante del nostro mestiere, un’azione irrinunciabile senza la quale resteremmo privi degli elementi per progettare e ripartire, e dovremmo accontentarci di riprodurre e ripeterci.
Perfino il voto in decimi non ci spaventa se accompagnato da una attenta scala di indicatori che lo riduca a numero d’indice, a traccia per raggiungere e leggere indicatori che definiscano e descrivano.
Formandoci sulla valutazione possiamo anche giocare e ridere. Lo diciamo a chi non c’era perché voleva risparmiarsi una noiosa conferenza o a chi c’era ma è andato via la sera di sabato, quando il sottoscritto e Roberto Ferraris si sono prodotti in una grottesca pièce cabarettistica durante la quale hanno trascinato il pubblico ad esprimersi sulle diatribe più spaventose: è meglio il pandoro o il panettone? Le bionde o le brune? Sposarsi o restare scapoli?
Ma nel corso della serata siamo stati impietosi e non ci siamo limitati a chiedere opinioni per alzata di mano, abbiamo anche fatto costruire rubriche valutative, per esempio sul Benessere di Coppia, inserendo tra gli indicatori, accanto alla comunicazione, alla socialità di coppia ecc, la sessualità.
Resterà celebre il descrittore proposto da uno dei partecipanti: “Pienamente raggiunto se non conosce la parola basta”.
Il significato di quello spettacolo, ma più in generale il senso di tutto il consesso è che la valutazione, per quanto delicata e difficile, accompagna il nostro vivere, condiziona presente e futuro, è componente ineludibile del pensiero stesso.
Per esercitarla nel modo migliore non servono ipocrisie o buonismo, eccessiva severità o voti “politici”, occorre semplicemente programmazione.
Possiamo valutare autenticamente solo se sappiamo già dove vogliamo arrivare, quali gli obiettivi e i traguardi e se siamo stati in grado di spiegarlo preventivamente agli stessi allievi.
Concordare un percorso rende più semplice e trasparente misurare la distanza che ci separa dalla destinazione (o la strada già fatta) mentre riservarsi il diritto di valutare l’operato altrui “a sorpresa” e su parametri “riservati” trasforma la valutazione in frustate o blandizie ovvero il proverbiale bastone e carota; semplice esercizio di potere.
Questa lettura delle griglie di valutazione ci conduce a un’altra considerazione: esse non sono sistematicamente e facilmente esportabili da una classe all’altra, ma meritano la costruzione attenta sul posto, o almeno una rilettura che tenga conto del contesto e della storia in cui la si inserisce.
Se trasferiamo il tema della correttezza valutativa sugli insegnanti stessi, dobbiamo coerentemente affermare che solo la definizione della professionalità docente, la corretta e completa descrizione delle competenze da mettere in atto nel nostro lavoro, permette la costruzione di strumenti di valutazione credibili.
La valorizzazione dei docenti sarà un processo atteso, una funzione utile, un riesame adeguato, tanto più la griglia di valutazione riuscirà a tratteggiare e colorare una professionalità condivisa.
Possiamo solo augurarci che siano gli insegnanti stessi a descriversi e a definirsi, migliorando la possibilità di osservazione e analisi, senza delegare ad altre figure tale compito.
Nel farlo avvieranno l’autovalutazione. Necessariamente.
Tanti preferiranno il più facile ruolo di chi critica, l’aristocratico rifiuto del confronto tra il proprio lavoro e quello dei colleghi, il nobile declinare ogni riconoscimento in cambio della privatizzazione del proprio spazio e della riservatezza del proprio servizio. Sbagliano, perché cercare gli strumenti in grado di spiegarci un fenomeno è il percorso che ha generato la Storia.
Fermarsi alla spiegazione magica degli eventi o negare la ricerca, o alzare barriere ai confini negando scambi coi vicini forse non fa soffrire, ma neanche crescere.

Rino Coppola

P.S. 10 e lode allo stage e ai suoi organizzatori e partecipanti, soprattutto perché il confine tra i due ruoli è stato così esile da non distinguersi.

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