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Al via i corsi di GeoGebra 2016-17

Stanno per iniziare i corsi di quest’anno sull’uso didattico del software Geogebra indirizzati agli insegnanti di tutti gli ordini scolari.

Ecco il calendario.

Corso per gli insegnanti di scuola primaria (livello base+avanzato)
Sede: Liceo D0’Azeglio – Via Parini, 8 – Torino   Orario: dalle 15.00 alle 18.00

  • 15 novembre per il livello base: La filosofia del software: dal disegno alla costruzione, gli strumenti principali per costruire le figure piane
  • 29 novembre per tutti e due i livelli: Lo slider e i suoi usi, strumenti di controllo
  • 13 dicembre per tutti e due i livelli: Isometrie e omotetie, perimetro e area: i problemi da affrontare
  • 10 gennaio per tutti e due i livelli: Piano cartesiano e foglio di calcolo, risolvere problemi con geogebra
  • 31 gennaio per il livello avanzato: Entriamo nel mondo 3D

Corso per gli insegnanti scuola secondaria di I grado  (livello base+avanzato)
Sede: Scuola Madre Mazzarello – Via Cumiana, 2 – Torino  Orario: dalle 15.00 alle 18.00

  • 14 novembre (livello base)  Incontriamo GeoGebra con un approccio ‘ragionevole’ alla geometria sintetica.
  • 28 novembre (livello base) Impariamo a costruire “oggetti” complessi sfruttando ciò che abbiamo già raggiunto come strumento
  • 12  dicembre (livello base+avanzato) Da Pitagora a Klein le costruzioni e i problemi
  • 9 gennaio (livello base+avanzato) La proporzionalità accanto all’omotetia, la retta
  • 30 gennaio (livello avanzato) Dalle potenze alla proporzionalità
  • 13 febbraio (livello avanzato) Cenni sulla possibilità di calcolo nel CAS dal MCD alle frazioni, simmetrie del triangolo equilatero, Cavalieri e analisi di semplici situazione nei solidi

Corso per gli insegnanti scuola secondaria di II grado (livello base)
Sede: ITCS Germano Sommeiller – Corso Duca degli Abruzzi, 20 – Torino (adiacente al Politecnico)

Orario: dalle 15.00 alle 18.00

  • 17 novembre Introduzione all’ambiente 2D: geometria sintetica
  • 1 dicembre La geometria analitica in 2D
  • 15 dicembre Il foglio di calcolo
  • 12 gennaio CAS e ambiente 3D

Il progetto formativo è stato autorizzato dall’USR Piemonte con decreto prot. n. 8600 del 3 agosto 2016.

Gli iscritti ai corsi sono invitati a partecipare ai seminari delle proff.sse Elisa Gallo e Maria Cantoni
“Parliamo di Geometria” che si terranno presso la Scuola Madre Mazzarello – Via Cumiana 2, Torino

nelle seguenti date:

  • 25 ottobre ore 15-16.30 (già svolto)
  • 24 gennaio ore 15.00-16.30

I corsi prevedono sia attività in presenza che attività da svolgere online, entrambe le attività saranno attestate a fine corso.

Per partecipare è richiesta l’iscrizione all’associazione, individuale o di scuola, come contributo all’uso della piattaforma de La Casa degli Insegnanti.

Per info sulle iscrizioni consultare la pagina del sito Iscrizione

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A proposito di Valutazione

Anche quest’anno La Casa Degli Insegnanti ha vissuto la propria Tre Giorni di ritiro professionale tra le montagne di Cantalupa dedicandosi al tema della Valutazione.
Abbiamo valutato che valutare rivaluta e valorizza, purché valutando si valuti l’azione del valutare e ci si prepari a valutare misurando e pesando gli strumenti di valutazione.
Troppo complicato?
Sì, valutare è complicato, ma è parte indissociabile e qualificante del nostro mestiere, un’azione irrinunciabile senza la quale resteremmo privi degli elementi per progettare e ripartire, e dovremmo accontentarci di riprodurre e ripeterci.
Perfino il voto in decimi non ci spaventa se accompagnato da una attenta scala di indicatori che lo riduca a numero d’indice, a traccia per raggiungere e leggere indicatori che definiscano e descrivano.
Formandoci sulla valutazione possiamo anche giocare e ridere. Lo diciamo a chi non c’era perché voleva risparmiarsi una noiosa conferenza o a chi c’era ma è andato via la sera di sabato, quando il sottoscritto e Roberto Ferraris si sono prodotti in una grottesca pièce cabarettistica durante la quale hanno trascinato il pubblico ad esprimersi sulle diatribe più spaventose: è meglio il pandoro o il panettone? Le bionde o le brune? Sposarsi o restare scapoli?
Ma nel corso della serata siamo stati impietosi e non ci siamo limitati a chiedere opinioni per alzata di mano, abbiamo anche fatto costruire rubriche valutative, per esempio sul Benessere di Coppia, inserendo tra gli indicatori, accanto alla comunicazione, alla socialità di coppia ecc, la sessualità.
Resterà celebre il descrittore proposto da uno dei partecipanti: “Pienamente raggiunto se non conosce la parola basta”.
Il significato di quello spettacolo, ma più in generale il senso di tutto il consesso è che la valutazione, per quanto delicata e difficile, accompagna il nostro vivere, condiziona presente e futuro, è componente ineludibile del pensiero stesso.
Per esercitarla nel modo migliore non servono ipocrisie o buonismo, eccessiva severità o voti “politici”, occorre semplicemente programmazione.
Possiamo valutare autenticamente solo se sappiamo già dove vogliamo arrivare, quali gli obiettivi e i traguardi e se siamo stati in grado di spiegarlo preventivamente agli stessi allievi.
Concordare un percorso rende più semplice e trasparente misurare la distanza che ci separa dalla destinazione (o la strada già fatta) mentre riservarsi il diritto di valutare l’operato altrui “a sorpresa” e su parametri “riservati” trasforma la valutazione in frustate o blandizie ovvero il proverbiale bastone e carota; semplice esercizio di potere.
Questa lettura delle griglie di valutazione ci conduce a un’altra considerazione: esse non sono sistematicamente e facilmente esportabili da una classe all’altra, ma meritano la costruzione attenta sul posto, o almeno una rilettura che tenga conto del contesto e della storia in cui la si inserisce.
Se trasferiamo il tema della correttezza valutativa sugli insegnanti stessi, dobbiamo coerentemente affermare che solo la definizione della professionalità docente, la corretta e completa descrizione delle competenze da mettere in atto nel nostro lavoro, permette la costruzione di strumenti di valutazione credibili.
La valorizzazione dei docenti sarà un processo atteso, una funzione utile, un riesame adeguato, tanto più la griglia di valutazione riuscirà a tratteggiare e colorare una professionalità condivisa.
Possiamo solo augurarci che siano gli insegnanti stessi a descriversi e a definirsi, migliorando la possibilità di osservazione e analisi, senza delegare ad altre figure tale compito.
Nel farlo avvieranno l’autovalutazione. Necessariamente.
Tanti preferiranno il più facile ruolo di chi critica, l’aristocratico rifiuto del confronto tra il proprio lavoro e quello dei colleghi, il nobile declinare ogni riconoscimento in cambio della privatizzazione del proprio spazio e della riservatezza del proprio servizio. Sbagliano, perché cercare gli strumenti in grado di spiegarci un fenomeno è il percorso che ha generato la Storia.
Fermarsi alla spiegazione magica degli eventi o negare la ricerca, o alzare barriere ai confini negando scambi coi vicini forse non fa soffrire, ma neanche crescere.

Rino Coppola

P.S. 10 e lode allo stage e ai suoi organizzatori e partecipanti, soprattutto perché il confine tra i due ruoli è stato così esile da non distinguersi.

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Una SCUOLA da (RI)VALUTARE

“Una SCUOLA da (RI)VALUTARE”

Io valuto, tu valuti, egli valuta… e non solo.

Stage annuale a Cantalupa
9-11 Settembre 2016

Informazione-progettazione-confronto
tra esperti, docenti, dirigenti scolastici, genitori, formatori…

PROGRAMMA

Venerdì, 9 settembre 2016 pomeriggio
Accoglienza a Cantalupa presso l’Hotel Tre Denti nel pomeriggio

14,30-17 Laboratori didattici in parallelo:

  • laboratorio di matematica per tutti i livelli scolari: “La Geometria dalla primaria alla secondaria: ma quale Geometria? Un ostacolo o una ricchezza formativa?” a cura di M. Cantoni, E. Gallo, D. Merlo, A. Sargenti, C. Testa
  • laboratorio di italiano per tutti i livelli scolari: “La funzione dei connettivi nella comprensione del testo” a cura di A. Moiso

17-19 C. Bocchino  “Valutazione autentica e rubriche di valutazione”

19-20,30  A Teatro con “L’avaro” di Molière
Performance degli studenti del laboratorio teatrale dell’IIS Buniva di Pinerolo a cura dell’Associazione Baracca & Burattini

20.45 CENA

Sabato, 10 settembre 2016

9-10 D. Notarbartolo: “Le competenze linguistiche che emergono dai quadri di riferimento Invalsi”

10-11 D. Chiesa: “Io valuto, tu valuti, egli valuta…”

11-11.30 INTERVALLO

11.30-12 L. Ferrero: “Verso un disegno organico di valutazione: senso e nodi critici”

12-12.45 La parola ai Dirigenti Scolastici delle scuole:
M. Basili (LS Volta), M.R. Sinistrero (Istituto Madre Mazzarello), M. Sibona (I.C La Loggia) …

12.45 PRANZO

15-18 Laboratori didattici:

Un metodo e tante app: Esperienze di Italiano, Storia, Matematica, Fisica e Chimica con l’uso di iPad e altro – a cura di: G. Accattatis, A. Arato, D. Merlo (agli iscritti verranno indicate le app da installare sui propri device)

18-19 Alcune proposte della Casa degli insegnanti in mostra…..

  • Laboratori itineranti interdisciplinari di fisica e altre scienze a cura di I. Audrito
  • “SE I PERSONAGGI CERCAN L’AUTORE” proposta di “alternanza scuola lavoro” a cura di B. Cibrario, R. Coppola, A. Moiso

19.30 CENA

21-23 Attività di animazione a cura di R&R

Domenica, 11 settembre 2016

9-10 M. Cantoni, D. Merlo: “Creare una comunità di pratica: un antidoto alla solitudine degli insegnanti”

10-11 R. Zucchi , DS Istituto Ricasoli, docenti e genitori della rete “La rete di scuole della pedagogia dei genitori”

11-11.30 P. Salfi “Indagine sulle competenze chiave dell’insegnante”

11.30-12.30 La parola ai Dirigenti Scolastici delle scuole:
T. Catenazzo (SM Peyron To), M.L. Mattiuzzo (LS Darwin Rivoli)

12.30 Conclusione lavori

13 PRANZO E CHIUSURA ATTIVITÀ

Soggiorno presso l’Hotel Tre Denti Via Roma 25, Cantalupa – tel: 0121 331866
Le riunioni si terranno nella Sala Foyer, presso il centro polivalente di Cantalupa di fronte all’albergo

Per informazioni  info@lacasadegliinsegnanti.it

Scheda di iscrizione allo stage da compilare e inviare a info@lacasadegliinsegnanti.it

 

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Corsi avanzati di GeoGebra: si aprono nuove sfide

I primi corsi ufficiali da parte de La Casa degli Insegnanti, che è partner nel GeoGebra Institute di Torino, hanno avuto luogo nell’anno scolastico 2010-11. Da allora puntualmente ogni anno sono stati riproposti, prima con il supporto del CESEDI e da qualche anno con quello del CTS Torino, vedendo sempre una interessata partecipazione dei docenti. Più che “corsi” noi preferiamo chiamarli “percorsi” perché gli obiettivi sono ben più articolati rispetto alla semplice conoscenza del software. Entrano in gioco infatti, nella progettazione delle proposte fatte negli anni, molti aspetti di formazione:

  1. Certamente un obiettivo è quello di conoscere GeoGebra, con la sua filosofia e le caratteristiche essenziali di software di geometria dinamica, che però integra molti ambienti, da quello della geometria sintetica a quello della geometria analitica, dal calcolo algebrico e simbolico al foglio di calcolo che opera anche su variabili e funzioni, mentre i vari ambienti gestiscono i grafici di diverso tipo (statistici, 2D, 3D). Le proposte che facciamo riguardano in genere due livelli: base, per chi non ha conoscenza di GeoGebra, avanzato per chi ha già seguito il corso di base o conosce comunque il software. Quest’anno sono stati attivati i corsi GeoGebra avanzato per i tre livelli scolari: primaria, secondaria I grado, secondaria II grado.
  • Un secondo obiettivo è quello di una riflessione sulle metodologie di insegnamento della matematica che deve essere necessariamente modificato in funzione dell’uso del software. Infatti l’’introduzione di un software nella didattica della matematica se da un lato può facilitare i processi d’apprendimento e l’acquisizione di senso dei concetti introdotti da parte degli studenti, dall’altro richiede da parte del docente una attenta progettazione per evitare il crearsi di misconcetti.
  • Un ulteriore obiettivo è quello della  attraverso la piattaforma Moodle utilizzata durante i corsi. In essa i corsisti depositano i loro lavori tra un incontro e l’altro, ma discutono anche con i colleghi sulle difficoltà incontrate nella costruzione di file GeoGebra o su problemi di didattica. In genere il raggiungimento di questo obiettivo incontra qualche ostacolo perché i docenti non sono abituati, come invece i loro studenti, ad usare i social net e preferiscono la comunicazione uno a uno con il formatore. In questo anno scolastico abbiamo invece riscontrato in maggioranza una disponibilità anche sotto questo aspetto e lo scambio di esperienze è stato un valore aggiunto per tutti.
    L’esperienza non si conclude però con il corso. Per chi vuole c’è la possibilità di progettare con la supervisione dei tutor, di sperimentare in classe e di ottenere quindi la Certificazione di utente GeoGebra rilasciata dal GeoGebra Institute.

primariaIl lavoro svolto con la scuola primaria è stato particolarmente interessante perché vi hanno partecipato in maggioranza insegnanti che avevano già frequentato il corso base con noi lo scorso anno e quindi condividevano già un certo tipo di impostazione della geometria. Un momento particolarmente coinvolgente è stato quello della costruzione con GeoGebra delle forme contenute in alcuni quesiti delle prove Invalsi degli anni scorsi per approfondirne i significati e, rendendoli “dinamici”, farli diventare oggetto di discussione in classe dove LIM e tablet cominciano ad avere una certa primaria2diffusione. Gli insegnanti si sono veramente sbizzarriti a inventare modi diversi di costruire le forme, verificando di persona come a seconda del tipo di costruzione effettuata la comunicazione risultasse poi differente.

Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado vogliamo evidenziare che crediamo che gli studenti possano, accanto all’insegnante, costruirsi “il loro sapere” come protagonisti in una classe laboratorio con discussioni, condivisioni, sintesi.

Invalsi omotetiaProprio a questo proposito un software come GeoGebra ci pare consenta, soprattutto per quanto riguarda la geometria, di manipolare virtualmente le situazioni lavorando sull’infinita variabilità in cui esse possano esprimersi mantenendo la loro struttura e cogliendo suggestioni particolari verso i perché e il senso delle cose.  Questo è stato discusso e sottolineato in tutto il lavoro del corso. Esso infatti, in ogni spunto, ha posto di fronte ad un continuo richiamo alle concettualizzazioni precedentemente raggiunte che, per essere usufruibili, devono, loro stesse, essere divenute strumento (uno strumento “concettuale” accanto ad uno strumento tecnologico da gestire) permettendo di denunciare le eventuali carenze pregresse (per essere riprese) come esaltarne il possesso.

Proporzionalità direttaL’abbiamo visto nei problemi, sul piano cartesiano, nei meandri della probabilità con grafici e tabelle, col 3D nel quale abbiamo osservato gli automatismi per velocemente superarli in costruzioni meditate che potessero restituire visioni coerenti con la realtà e con la sequenza operativa che avevamo indotto.

I corsisti della secondaria di II grado avevano una preparazione eterogenea, ma l’impegno per superare le lacune è in genere stato notevole, consentendo praticamente a tutti di partecipare attivamente alle lezioni.

Fin dall’inizio è stato chiaro che c’era una grande aspettativa sul 3D. parabolaIn realtà questo ambiente non è ancora così funzionale dal  punto di vista didattico come si vorrebbe. Inoltre mancano  materiali esplicativi opportuni per le applicazioni didattiche. Per questo  i corsisti hanno particolarmente gradito la possibilità di visualizzare le sezioni coniche, così come si generano dalla diversa inclinazione del piano che interseca un cono infinito. Molti infatti stavano introducendo proprio in quel momento  l’argomento a scuola. Ognuno quindi ha prodotto materiali funzionali rispetto alle classi e al tipo di istituto per cui dovevano essere usati.

Un altro aspetto che ha coinvolto i corsisti è stato quello della costruzioni di strumenti dell’utente. spirale secondaria IICon uno strumento personalizzato è stata appunto costruita la chiocciola delle radici, un classico, a cui è stata sovrapposta una spirale archimedea, gestita da uno slider per approssimare al curva  alla chiocciola. Il tutto è stato posto sull’immagine di un nautilus, per evidenziare la versatilità di GeoGebra nel mettere insieme oggetti di tipo differente e creare collegamenti significativi in ambito didattico.

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GeoGebraDay 6 ottobre 2016

logoggday16Nel pomeriggio del 6 ottobre 2016 si terrà a Torino il VI Geogebra Italian Day.

Sul sito troverete le informazioni relative a questo evento: primo annuncio, modulo di iscrizione,  call for papers e altre indicazioni per raggiungere la sede del convegno.

Sulla piattaforma Di.Fi.Ma. è stato creato un apposito corso dove verranno aggiornate le comunicazioni e postati successivamente i materiali del convegno.

La scelta della data deriva dal fatto che il 7-8-9 ottobre a Pavia vi sarà il Convegno UMI-CIIM e questo potrebbe agevolare chi viene da fuori regione, accorpando in un unico periodo i due eventi.

In attesa di vederci a Torino, un saluto da tutto il Comitato scientifico-organizzativo.

(Il logo del convegno è stato realizzato con l’ambiente 3D di GeoGebra da Maria Cantoni – La Casa degli Insegnanti)

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Il fascino della matematica… con GeoGebra

Si è appena concluso il GeoGebra Day a Torino.

La Casa degli Insegnanti vi ha partecipato in due vesti, come organizzatore dell’evento e con due comunicazioni,  quella di un gruppo di insegnanti sull’esperienza nel Progetto di inclusione degli allievi con BES tramite GeoGebra realizzato durante lo scorso anno scolastico e quella di Maria Cantoni e Donatella Merlo intitolata appunto ‘Il fascino della Matematica‘.

Il titolo, molto evocativo voleva evidenziare come la Matematica, nella sua essenza, sia portatrice di strutture e modi ragionare di estrema bellezza tanto da far dire a Bertrand Russel:

La matematica, vista nella giusta luce, possiede non soltanto verità ma anche suprema bellezza – una bellezza fredda e austera, come quella della scultura.” (da Misticismo e logica, 1917)

Per far comprendere ai partecipanti questa bellezza le due relatrici hanno portato esempi di attività svolte in percorsi di formazione di matematica con insegnanti di tutti gli ordini scolari, durante i quali hanno illustrato ed esemplificato un nuovo modo di pensare alla geometria e quindi di insegnarla in classe, cominciando dalle prime esperienze di gioco che i bambini fanno nella scuola dell’infanzia fino alle astrazioni raggiungibili nel biennio delle superiori.

Le relatrici dicono: “Noi pensiamo che tutto sia legato ai primi passi che i bambini riescono a fare, cioè alle immagini mentali che costruiscono (secondo l’età), manipolando la realtà, poi ai concetti astratti, che da quelle immagini prendono vita, diventando stabili strumenti operativi da socializzare in una dinamica di classe.”

Il modello di insegnamento che esse presentano parte da Euclide portato ad esempio non tanto per il contenuto dei suoi libri ma soprattutto per il suo metodo:

Guardiamo alla geometria euclidea perché per la prima volta incontriamo un uomo, Euclide, che, analizzando tutti gli sforzi di ricerca di conoscenza di coloro che lo avevano preceduto, ha cercato di farci entrare in questo mondo delle idee prendendoci per mano, esplicitando passo passo i suoi comportamenti per passare dalla realtà delle cose alla realtà dei concetti. Ogni pezzo di cammino diviene un’esperienza a cui far riferimento che si trasforma da elemento base di conoscenza a strumento per proseguire.”

Partendo da queste premesse e dall’idea di rivisitare Euclide passando attraverso le idee espresse nel Programma di Erlangen da Felix Klein, viene presentato un percorso di lavoro che, sfruttando le manipolazioni spontanee dei bambini e rendendole coscienti, arriva ad utilizzare le trasformazioni geometriche come strumento per risolvere problemi e comprendere meglio e con più facilità molti teoremi della geometria che nel modo tradizionale risulterebbero molto più ostici.

image

L’intervento al GeoGebra Day, necessariamente breve, ha presentato dei flash su questo possibile percorso esemplificandolo con due problemi che sono stati proposti in diversi contesti formativi ad insegnanti della scuola dell’infanzia e dell’obbligo in cui il ruolo di GeoGebra risulta evidente.

Il tutto è stato raccolto in un GeoGebraBook fruibile in rete a questo indirizzo: http://ggbtu.be/bEdokNIsy

In allegato a questo articolo il testo della relazione in sintesi.

Chi è interessato al discorso, può inserire i suoi commenti a questo articolo e mettersi in contatto con le relatrici.

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La nave dei folli

Un visione personale di Rino Coppola sullo stage di Cantalupa. Buona lettura!

L’estate sta finendo, ultimi giorni di libertà per gli insegnanti prima dell’assalto di studenti, bidelli, genitori, registri…
Ma un manipolo di pazzi decide di impiegare quest’ultimo refolo di ossigeno, queste ore di possibili consolanti “martini e stuzzichini”, incontrandosi in ritiro in un’amena località che risponde al nome di Cantalupa.
Hanno così anticipato l’inizio dell’anno scolastico tirando fuori penne e quaderni per prendere appunti ascoltandosi tra insegnanti.
Li hanno pagati profumatamente?
Li hanno costretti i Dirigenti?
Era una copertura per ingannare mogli o mariti?
No.
La risposta è sorprendente: si sono “dopati”.
Vi sembrerà poco decoroso, disdicevole o sconveniente, ma costoro, ora dopo ora, relazione dopo relazione, slide dopo slide… sorridevano sempre più, si guardavano complici, annotavano idee e progetti rubati ad altri, trovavano conferme per intuizioni avute e dimenticate, scoprivano come raggiungere un obiettivo con una via più corta…
E allora era tutto uno scambiarsi furtivo di e-mail, un annotarsi di numeri cellulari, un accaparrarsi di libretti e relazioni…
Il clima era tale che i concetti espressi dai relatori (tutti bravissimi) suonavano chiari e condivisibili, tanto che i pensieri più comuni, li leggevo facilmente dalle espressioni trasparenti, erano “Ecco! Proprio quello che dicevo!” oppure: “Perché non ci ho pensato io?”
Mentre ascoltavo Domenico Chiesa che ci portava a riflettere sulla sorprendente verità che gli studenti coetanei resteranno tali per tutta la vita (costringendoci a cogliere la forza che rappresenta un bagaglio esperienziale condiviso, ricco e interattivo, quasi un inconscio collettivo) e che l’insegnante li sopravanzerà sempre dello stesso numero di anni, pensavo “è vero! Quanta profondità in un concetto dall’apparenza banale”
Poi aggiungeva che i genitori sono coloro che danno il nome ai propri figli, ricordandoci simbolicamente la magia e l’eccezionalità dell’essere padre o madre.
Quando sono tornato a casa ho tentato di spiegare a mia moglie che i nostri allievi hanno tutti la stessa età e che noi abbiamo dato il nome a nostro figlio e sorridevo!
Lei mi ha accarezzato la mano a lungo, mi ha guardato con affetto, poi mi ha servito una tisana rilassante, inspiegabilmente preoccupata.
Non capiva!
BoschMa io sì, perché bisognava esserci e condividere e chi c’è stato lo sa.
Abbiamo raccolto una messe di suggestioni, consigli, suggerimenti, spunti, stimoli e quant’altro, ci siamo caricati di nuova energia, una sorta di spinta per cominciare il viaggio con facilità, per gonfiare le vele e staccarci dal molo e affrontare mesi e mesi di navigazione sperando che il Vento delle Buone Prassi, la Brezza della Laborialità, la Corrente dell’Inclusione ci spingano a lungo.
Incontreremo tempeste e avversità ma ancora ci sarà un dolce abbrivio ad accompagnare la nostra nave e gli equipaggi dei vascelli che incontreremo non potranno non notare una strana luce negli occhi di questi particolari marinai.
Buon viaggio al veliero della Casa degli Insegnanti, onore alla Nave dei Folli.

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