Archivi tag: vide

Corsi avanzati di GeoGebra: si aprono nuove sfide

I primi corsi ufficiali da parte de La Casa degli Insegnanti, che è partner nel GeoGebra Institute di Torino, hanno avuto luogo nell’anno scolastico 2010-11. Da allora puntualmente ogni anno sono stati riproposti, prima con il supporto del CESEDI e da qualche anno con quello del CTS Torino, vedendo sempre una interessata partecipazione dei docenti. Più che “corsi” noi preferiamo chiamarli “percorsi” perché gli obiettivi sono ben più articolati rispetto alla semplice conoscenza del software. Entrano in gioco infatti, nella progettazione delle proposte fatte negli anni, molti aspetti di formazione:

  1. Certamente un obiettivo è quello di conoscere GeoGebra, con la sua filosofia e le caratteristiche essenziali di software di geometria dinamica, che però integra molti ambienti, da quello della geometria sintetica a quello della geometria analitica, dal calcolo algebrico e simbolico al foglio di calcolo che opera anche su variabili e funzioni, mentre i vari ambienti gestiscono i grafici di diverso tipo (statistici, 2D, 3D). Le proposte che facciamo riguardano in genere due livelli: base, per chi non ha conoscenza di GeoGebra, avanzato per chi ha già seguito il corso di base o conosce comunque il software. Quest’anno sono stati attivati i corsi GeoGebra avanzato per i tre livelli scolari: primaria, secondaria I grado, secondaria II grado.
  • Un secondo obiettivo è quello di una riflessione sulle metodologie di insegnamento della matematica che deve essere necessariamente modificato in funzione dell’uso del software. Infatti l’’introduzione di un software nella didattica della matematica se da un lato può facilitare i processi d’apprendimento e l’acquisizione di senso dei concetti introdotti da parte degli studenti, dall’altro richiede da parte del docente una attenta progettazione per evitare il crearsi di misconcetti.
  • Un ulteriore obiettivo è quello della  attraverso la piattaforma Moodle utilizzata durante i corsi. In essa i corsisti depositano i loro lavori tra un incontro e l’altro, ma discutono anche con i colleghi sulle difficoltà incontrate nella costruzione di file GeoGebra o su problemi di didattica. In genere il raggiungimento di questo obiettivo incontra qualche ostacolo perché i docenti non sono abituati, come invece i loro studenti, ad usare i social net e preferiscono la comunicazione uno a uno con il formatore. In questo anno scolastico abbiamo invece riscontrato in maggioranza una disponibilità anche sotto questo aspetto e lo scambio di esperienze è stato un valore aggiunto per tutti.
    L’esperienza non si conclude però con il corso. Per chi vuole c’è la possibilità di progettare con la supervisione dei tutor, di sperimentare in classe e di ottenere quindi la Certificazione di utente GeoGebra rilasciata dal GeoGebra Institute.

primariaIl lavoro svolto con la scuola primaria è stato particolarmente interessante perché vi hanno partecipato in maggioranza insegnanti che avevano già frequentato il corso base con noi lo scorso anno e quindi condividevano già un certo tipo di impostazione della geometria. Un momento particolarmente coinvolgente è stato quello della costruzione con GeoGebra delle forme contenute in alcuni quesiti delle prove Invalsi degli anni scorsi per approfondirne i significati e, rendendoli “dinamici”, farli diventare oggetto di discussione in classe dove LIM e tablet cominciano ad avere una certa primaria2diffusione. Gli insegnanti si sono veramente sbizzarriti a inventare modi diversi di costruire le forme, verificando di persona come a seconda del tipo di costruzione effettuata la comunicazione risultasse poi differente.

Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado vogliamo evidenziare che crediamo che gli studenti possano, accanto all’insegnante, costruirsi “il loro sapere” come protagonisti in una classe laboratorio con discussioni, condivisioni, sintesi.

Invalsi omotetiaProprio a questo proposito un software come GeoGebra ci pare consenta, soprattutto per quanto riguarda la geometria, di manipolare virtualmente le situazioni lavorando sull’infinita variabilità in cui esse possano esprimersi mantenendo la loro struttura e cogliendo suggestioni particolari verso i perché e il senso delle cose.  Questo è stato discusso e sottolineato in tutto il lavoro del corso. Esso infatti, in ogni spunto, ha posto di fronte ad un continuo richiamo alle concettualizzazioni precedentemente raggiunte che, per essere usufruibili, devono, loro stesse, essere divenute strumento (uno strumento “concettuale” accanto ad uno strumento tecnologico da gestire) permettendo di denunciare le eventuali carenze pregresse (per essere riprese) come esaltarne il possesso.

Proporzionalità direttaL’abbiamo visto nei problemi, sul piano cartesiano, nei meandri della probabilità con grafici e tabelle, col 3D nel quale abbiamo osservato gli automatismi per velocemente superarli in costruzioni meditate che potessero restituire visioni coerenti con la realtà e con la sequenza operativa che avevamo indotto.

I corsisti della secondaria di II grado avevano una preparazione eterogenea, ma l’impegno per superare le lacune è in genere stato notevole, consentendo praticamente a tutti di partecipare attivamente alle lezioni.

Fin dall’inizio è stato chiaro che c’era una grande aspettativa sul 3D. parabolaIn realtà questo ambiente non è ancora così funzionale dal  punto di vista didattico come si vorrebbe. Inoltre mancano  materiali esplicativi opportuni per le applicazioni didattiche. Per questo  i corsisti hanno particolarmente gradito la possibilità di visualizzare le sezioni coniche, così come si generano dalla diversa inclinazione del piano che interseca un cono infinito. Molti infatti stavano introducendo proprio in quel momento  l’argomento a scuola. Ognuno quindi ha prodotto materiali funzionali rispetto alle classi e al tipo di istituto per cui dovevano essere usati.

Un altro aspetto che ha coinvolto i corsisti è stato quello della costruzioni di strumenti dell’utente. spirale secondaria IICon uno strumento personalizzato è stata appunto costruita la chiocciola delle radici, un classico, a cui è stata sovrapposta una spirale archimedea, gestita da uno slider per approssimare al curva  alla chiocciola. Il tutto è stato posto sull’immagine di un nautilus, per evidenziare la versatilità di GeoGebra nel mettere insieme oggetti di tipo differente e creare collegamenti significativi in ambito didattico.

Share