Stanza necessità educative speciali

Metodologia Pedagogia dei Genitori

Siamo venuti a conoscenza della metodologia pedagogia dei genitori grazie ad un intervento del prof. Riziero Zucchi tenutosi presso La Casa degli Insegnanti nel 2012 nell’ambito di una serie di conferenze di aggiornamento docenti.

Restammo favorevolmente colpiti dalla semplicità e dalla genialità della metodologia applicabile in molti ambiti e da allora è iniziato un sodalizio con il Prof. Zucchi e la Prof Moletto per approfondire e diffondere la tematica.

La nostra stanza delle necessità educative speciali si è trasformata nella stanza della pedagogia dei genitori.

A quel primo incontro ne sono seguiti tanti altri di informazione e formazione per noi operatori interessati alla applicazione della metodologia nelle classi.

È nato un primo gruppo di lavoro con insegnanti che avevano iniziato ad applicare la metodologia.

Come spesso accade, il metodo venne all’inizio applicato con i bimbi con necessità educative speciali dai docenti di sostegno, per poi scoprire che la metodologia sarebbe stata più utile se applicata per tutti gli alunni della classe.

Essa si basa sul dialogo e sul confronto tra genitori e insegnanti.

In un periodo in cui cominciavano ad acuirsi i problemi di rapporto tra scuola e famiglia, là dove è stato applicato, il metodo ha iniziato a dare i suoi frutti.

Si tratta di mettersi in situazione, di fare tesoro del dialogo, di rendere il genitore partecipe della vita scolastica del figlio e i docenti di comprendere un po’ di più le diverse situazioni familiari.

Tutto questo, facile a dirsi, non è altrettanto facile da mettere in pratica. Ciascuno tende a trincerarsi dietro le proprie ragioni e fa fatica a condividere il punto di vista dell’altro. Il docente tende a rapportarsi con la famiglia il più delle volte per riferire che cosa “non va” rispetto al ragazzo e la famiglia a sua volta si trova spiazzata e finisce per incolpare la scuola degli insuccessi scolastici del proprio figlio.

Così è nata la pratica delle narrazioni. Si chiede di partecipare ai genitori della classe che si rendano disponibili e abbiano voglia di mettersi un po’ in gioco. Si chiede loro di pensare e riferire tre cose belle del proprio figlio/a. si può parlare sia da figli che da genitori, ciascuno sceglie. Si cerca di mettere in evidenza i momenti positivi rispetto a quelli negativi. Sono incontri di gruppo partecipati ed emozionanti in cui non solo ci si conosce, ma si capisce che si sta condividendo qualcosa di personale e importante. A chi se la sente poi viene chiesto di scrivere il proprio intervento.

Da qui nascono i libretti con le diverse narrazioni, che annualmente si pubblicano e aiutano la diffusione della metodologia.

Dal 2013 è stata creata la rete di scuole “Con i nostri occhi”, che vede capofila l’IC Ricasoli di Torino e sul cui sito si possono trovare altre informazioni. Supporto logistico e non solo ci viene continuamente offerto dal CESEDI nella persona di Daniela Truffo, che svolge una mole di lavoro non indifferente per mantenere i contatti, diffondere i materiali, pubblicare i libretti, convocare le riunioni ecc.

La Rete è cresciuta negli anni e ora conta più di trenta scuole, dai nidi alle secondarie di secondo grado. Il lavoro svolto e che ancora si svolge, anche a distanza, è tanto e molto utile sia per mantenere i contatti, che per approfondire e condividere gli argomenti trattati.

Gli incontri di rete a distanza sono molto partecipati, segno che, soprattutto in questi tempi di pandemia è fondamentale rimanere in contatto e scambiarsi esperienze.

Ecco alcuni link per approfondire

http://www.pedagogiadeigenitori.info

http://www.icviaricasoli.it/pedagogia-dei-genitori/

Responsabile: Maddalena Zan  poggiezan@alice.it

Per condividere e sperimentare con lo sguardo al futuro.