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I materiali di “Valutare anche a distanza”

Introduzione ai lavori: Claudia Testa (presidente La Casa degli Insegnanti); Barbara Azzarà (Consigliera delegata a Istruzione, Orientamento e F.P.); Antonello Giannelli (Presidente A.N.P.).

La voce degli studenti parte prima

Pensi che sia più facile superare esami, prove e interrogazioni in DAD? La valutazione è a favore dello studente?

Cristina Marta D.S. – I.C. Pavone (TO)  Quale formazione per valutare 

Olivia DalmassoFrancesca Rogai I.C. Pavone (TO) Note per la valutazione a distanza

Note per la valutazione a distanza slide commentate

Marcella Guglielmo L.C. Gioberti (TO) Valutare a distanza: più di una sfida, un’opportunità

Valutare a distanza: più di una sfida, un’opportunità pdf delle slide

La voce degli studenti parte seconda

Nell’insegnamento a distanza, quali attività ti sono sembrate inefficaci o inutili?

Qual è stata l’esperienza migliore realizzata a distanza?

Anna Pierri Università (SA) – Cristina Sabena Università (TO)
Pratiche di valutazione formativa tra pari  in ambiente on line

Dino Galante I.I.S. PASCAL Giaveno (TO) Esperienze sulla valutazione a distanza

Esperienze sulla valutazione a distanza slide dell’intervento

Michele Gabbanelli I.I.S. Savoia Benincasa (AN)
La valutazione diffusa video dell’intervento

La voce degli studenti parte terza

Secondo te, cosa si può e cosa non si può valutare in DAD?

Alberto Pian I.I.S. Bodoni (TO) La valutazione per sostenere l’apprendimento. Flipped Evaluation

Nicola Chiriano L.S. Siciliani (CZ) Valutazione tra pari (contro la disparità)

Valutazione tra pari (contro la disparità) slide dell’intervento

Elvira Prato L.C. Monti Chieri (TO) Valutare il latino tra G Suite e testo a fronte

La voce degli studenti  parte quarta

Verifiche ed interrogazioni a distanza sono più facili?

Nella tua esperienza, sei stato valutato correttamente a distanza?

Aurora Mangiarotti formatrice (PV)-
Rosangela Mapelli L.S. Agnesi (Merate-LC) Attività interattiva di recupero con G Moduli per l’autovalutazione

Attività interattiva di recupero con G Moduli per autovalutazione slide dell’intervento

Giulio Alluto I.S.S. Mazzini Da Vinci (SV)
Ecologia e sviluppo sostenibile a distanza video dell’intervento

Tiziana Guerrini I.T .T.S. Volta (PG) Un esempio di riflessione sul Covid19 in MLTV

Un esempio di riflessione sul Covid19 in MLTV slide commentate

La voce degli studenti  parte quinta

Raccontando un anno di DAD

Raccontando un anno di DAD. Riflessione finale

  • La voce degli studenti sono raccolte da:
  • interviste di Roberta Strocchio, montate da Luca Caci, Liceo Mazzarello di TO Parte prima, terza e quinta
  • interviste di  Roberto Ferraris, montate da Nadir Naji, Liceo Buniva di Pinerolo (TO) Parte seconda e quarta


ULTERIORI MATERIALI

Desideriamo pubblicare i materiali della maestra Daniela Coppola dell’IC di Sarzana, per dare spazio all’esperienza della primaria. Nel convegno non erano presenti contributi da questo ordine di scuola.

Daniela Coppola, scuola primaria IC Sarzana (SP)
Strumenti di valutazione utilizzati in DaD e DDI filmato slide

Nel corso del Convegno sono stati proiettati solo alcune delle interviste prodotte dall’Istituto Mazzarello, quelle più afferenti al tema della valutazione. Di seguito potete visionare anche altri interventi più in generale sul gradimento delle attività in DAD.

Raccontando un anno di DAD – #PeerTutoring

Raccontando un anno di DAD – #1

Raccontando un anno di DAD – #2

Raccontando un anno di DAD – #7

Convegno “Valutare anche a distanza”

Nel Convegno de La Casa degli Insegnanti di novembre ’20 “L’emergenza ha cambiato l’insegnamento. Per sempre?” era emersa l’esigenza di una riflessione mirata sul tema della valutazione anche a distanza. Abbiamo quindi pensato di dare seguito al convegno su questa tematica.

Saremo molto lieti che i docenti e i DS, come nel precedente convegno, partecipino anche con la comunicazione di una esperienza personale o di gruppo. Invitiamo dunque a partecipare e contribuire all’Evento che  La Casa degli Insegnanti, in collaborazione con il CE.SE.DI. della Città metropolitana di Torino, propone, a distanza sulla piattaforma Zoom,

il 17 aprile 2021 ore 14.30 – 18 sul tema:

VALUTARE ANCHE A DISTANZA

Si chiede quindi collaborazione agli insegnanti, di tutti gli ordini di scuola, per far conoscere le loro esperienze migliori, le loro intuizioni e scoperte nell’ambito della valutazione, in particolare a distanza, in modo da poterle condividere nel corso del convegno. Infatti riteniamo che una formazione efficace provenga anche dalla condivisione di buone pratiche tra docenti: per questo vi invitiamo a contribuire con le vostre esperienze.

Per coloro che intendono collaborare con la comunicazione di una esperienza, la proposta è da inviare entro il 15 marzo con un abstract (minimo 10 righe – massimo 20) alla segreteria dell’associazione scrivendo a: lacasadegliinsegnanti@gmail.com

Il contributo definitivo, da consegnare entro il 26 marzo allo stesso indirizzo, potrà consistere nella produzione di un breve filmato o una presentazione (durata 5 minuti).

Iscrizioni al Convegno 

Sia i relatori sia coloro che intendono partecipare al Convegno devono compilare il modulo allegato per l’iscrizione, e spedirlo entro il 15 aprile al CE.SE.DI. all’indirizzo daniela.truffo@cittametropolitana.torino.it indicando nell’oggetto “ISCRIZIONE al Seminario 17 aprile 2021”. Saranno accettate le iscrizioni fino ad esaurimento dei posti disponibili per il collegamento.

Modulo iscrizione

Volantino del Convegno

Anche a distanza non c’è didattica senza relazione

A settembre riprende la scuola.
Quale scuola?
Da anni parole come condivisione, laboratorialità, vicinanza, collaborazione, costituiscono le coordinate dell’organizzazione della didattica per tanti docenti.
La Casa degli Insegnanti ha sempre sostenuto una didattica fatta di prossimità, in cui la relazione personale e la vicinanza dell’insegnante, e non solo nei primi gradi dell’istruzione, fondino e informino le buone pratiche.
Per questo appare almeno improprio, parlare di didattica a distanza, a meno che non si ridimensioni il termine.
Quando la scuola in presenza si è interrotta, i docenti, dopo alcuni giorni di incertezza e smarrimento, hanno ripreso progressivamente a lavorare mettendo in campo azioni di compensazione come ad es. l’invio di contenuti, di video e/o audio, l’attivazione di videoconferenze in modalità sincrona o asincrona, hanno sollecitato la puntualità nell’esecuzione di compiti, hanno raccolto ordinatamente dati e cercato strumenti di controllo e verifica per avere la misura dell’efficacia del loro lavoro.
Quest’ultima attività si è spesso rivelata difficile quando non impossibile.
Nell’attività didattica ordinaria l’insegnante faceva emergere le difficoltà osservando i propri allievi in azione, e le difficoltà stesse diventavano gli scalini su cui costruire e adattare la comunicazione, in uno scambio sistemico che voleva coinvolgere l’intero gruppo classe.
La tensione delle interrogazioni, la complessità delle relazioni interpersonali, l’alternarsi degli insegnanti, le difficoltà e le emergenze gestionali, organizzative, quotidiane… tutto contribuiva a rendere il sistema complesso e articolato dal punto di vista comunicativo e relazionale: una multidimensionalità emotiva.
Nello spazio virtuale gran parte delle azioni di compensazione hanno funzionato proprio perché sono riuscite ad evocare quella intimità tante volte vissuta in aula, ma la profondità si è ridotta, il dialogo si è fatto “bidimensionale”.
Alla normalità non più praticata, ma soltanto evocata, si sono riferite le azioni, cercando palliativi e sostitutivi che prendessero il posto di spiegazioni, interrogazioni, verifiche e valutazione.
E poi ci si è resi conto della necessità di andare oltre gli esercizi, è apparso fondamentale essere al fianco di famiglie, bambini e ragazzi e accompagnarli nel confronto con l’emergenza e le sue conseguenze, pratiche, emotive e psicologiche.
Spesso studenti, docenti e famiglie hanno condiviso emozioni e sciolto dubbi trovando sostegno reciproco continuo anche negli spazi virtuali.
Anche questa importantissima dimensione ha fatto leva su un rapporto preesistente.
L’avvio in presenza è indispensabile specie per queste situazioni, ma anche per restituire senso e profondità a quelle attività virtuali ben organizzate, nate in contesti ricchi di strumenti e competenze informatiche, perché deve fondarsi e agganciarsi alle relazioni interpersonali vere.
Per la strada si sono smarriti gli insegnanti meno preparati; si sono resi irreperibili gli studenti meno attivi, mentre insistevano quelli meno attrezzati, ma motivati; si sono arresi i colleghi alle soglie della pensione; hanno rinunciato o protestato le famiglie prive di mezzi e istruzione; si sono sbizzarriti gli insegnanti-blogger e mortificati quelli bravi, ma non istrionici né estroversi; si sono moltiplicati i gruppi WhatsApp, e potenziate le piattaforme, si sono gonfiati di dati e funzioni i registri elettronici e saliti nella considerazione dei colleghi gli insegnanti smanettoni …
Esiste una disparità di risultati e contenuti, di progetti e realizzazioni, di stili ed espedienti e sarebbe tanto interessante quanto impossibile raccogliere e catalogare tutto senza un filtro.
Eppure, qualunque sia stato il supporto tecnologico, l’applicazione o il dispositivo utilizzato, l’elemento qualificante è stata proprio la capacità di mantenere e custodire l’umanità all’interno del messaggio.
I progetti che hanno funzionato non si misurano con il livello di tecnologia o di efficienza formale, ma con quello di condivisione e di efficacia relazionale.
Sono queste le esperienze che sarebbe interessante per noi raccogliere e diffondere, questo l’aspetto qualificante coerente con la nostra storia.
Spedire compiti coerenti con i programmi da svolgere, in progressione cronologica, accompagnati da verifiche on line, poteva sembrare il cuore della Dad, ma se ci si è limitati a questo non c’è stato il battito.
Certamente alcune nuove pratiche, come l’invio di materiali e/o l’opportunità di rivedere o ascoltare lezioni audio-video per gli studenti, nel rispetto di tempi e modalità di apprendimento che favoriscano in quelli più deboli il superamento di difficoltà, come lo svolgimento a distanza di alcune riunioni, che può aver favorito una maggiore partecipazione, la documentazione on line… potrebbero diventare buone pratiche nelle scuole, ma resta una domanda inquietante:
Se è vero che gli allievi più deboli sono quelli cui non deve mancare il sostegno personale ed empatico, è anche vero che costoro possono appartenere a contesti familiari di analfabetismo digitale. Allora questa esperienza, per la innegabile necessità di utilizzare competenze e dispositivi più o meno sofisticati e complessi, ha allontanato ancora di più gli allievi più fragili?

Rino Coppola
(Direttivo La Casa degli Insegnanti)