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Avvio del Laboratorio di matematica a Torino

Il 25 ottobre dalle ore 15.00 alle ore 16.30

presso la Scuola Madre Mazzarello via Cumiana 2 Torino

si è tenuto il Seminario di avvio del

Laboratorio di riflessione didattica sull’insegnamento dell’italiano e della matematica

organizzato dalla Casa degli Insegnanti.

Il corso è riconosciuto dall’Ufficio Scolastico Regionale.

“Parliamo di Geometria”

La relatrice, Prof.ssa Elisa Gallo, è stata coadiuvata da Maria Cantoni.
Nell’incontro laboratoriale, seguito al seminario, gli insegnanti presenti si sono confrontati su quanto era stato detto dalle relatrici e hanno elaborato alcune ipotesi di lavoro che saranno sviluppate online fino al prossimo incontro.

Filmato del seminario

A breve troverete qui il link alle slide del seminario con i file Geogebra.

L’immagine di copertina è tratta da: http://www.albersfoundation.org/resources/educators/

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Le competenze linguistiche oggi

Allo Stage di Cantalupa abbiamo avuto un intervento molto significativo di Daniela Notarbartolo di cui alleghiamo le slide.

Le competenze linguistiche (dai Quadri di riferimento Invalsi)

Il lavoro sulle competenze linguistiche si sta portando avanti da tempo all’interno della nostra associazione con varie modalità.

Le riflessioni della dottoressa Notarbartolo sono risultate particolarmente utili anche in vista del proseguimento del Laboratorio di Italiano che si sta realizzando dall’anno scorso con alcuni insegnanti di diversi ordini scolari (primaria, secondaria di I e II grado) all’interno di un progetto che vuole analizzare le problematiche inerenti gli aspetti linguistici collegati alla comprensione della matematica., da cui la realizzazione in parallelo di laboratori sulle due aree con momenti di scambio fra gli insegnanti delle due discipline.

I laboratori di Italiano  e Matematica proseguono anche quest’anno con il riconoscimento da parte dell’USR dei due percorsi formativi. Stanno scadendo in questi giorni i termini per l’iscrizione a entrambi i Laboratori come si può leggere nella barra laterale a destra di questa pagina. L’iscrizione si fa inviando la scheda compilata al Cesedi.
Per maggiori info sulle attività della Dott.Notarbartolo consultare il sito  www.notarbartolo.it e gli altri siti indicati nelle slide.

Per ulteriori risorse sull’Italiano si rimanda a http://www.scuolavalore.indire.it/superguida/italiano/

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A proposito di Valutazione

Anche quest’anno La Casa Degli Insegnanti ha vissuto la propria Tre Giorni di ritiro professionale tra le montagne di Cantalupa dedicandosi al tema della Valutazione.
Abbiamo valutato che valutare rivaluta e valorizza, purché valutando si valuti l’azione del valutare e ci si prepari a valutare misurando e pesando gli strumenti di valutazione.
Troppo complicato?
Sì, valutare è complicato, ma è parte indissociabile e qualificante del nostro mestiere, un’azione irrinunciabile senza la quale resteremmo privi degli elementi per progettare e ripartire, e dovremmo accontentarci di riprodurre e ripeterci.
Perfino il voto in decimi non ci spaventa se accompagnato da una attenta scala di indicatori che lo riduca a numero d’indice, a traccia per raggiungere e leggere indicatori che definiscano e descrivano.
Formandoci sulla valutazione possiamo anche giocare e ridere. Lo diciamo a chi non c’era perché voleva risparmiarsi una noiosa conferenza o a chi c’era ma è andato via la sera di sabato, quando il sottoscritto e Roberto Ferraris si sono prodotti in una grottesca pièce cabarettistica durante la quale hanno trascinato il pubblico ad esprimersi sulle diatribe più spaventose: è meglio il pandoro o il panettone? Le bionde o le brune? Sposarsi o restare scapoli?
Ma nel corso della serata siamo stati impietosi e non ci siamo limitati a chiedere opinioni per alzata di mano, abbiamo anche fatto costruire rubriche valutative, per esempio sul Benessere di Coppia, inserendo tra gli indicatori, accanto alla comunicazione, alla socialità di coppia ecc, la sessualità.
Resterà celebre il descrittore proposto da uno dei partecipanti: “Pienamente raggiunto se non conosce la parola basta”.
Il significato di quello spettacolo, ma più in generale il senso di tutto il consesso è che la valutazione, per quanto delicata e difficile, accompagna il nostro vivere, condiziona presente e futuro, è componente ineludibile del pensiero stesso.
Per esercitarla nel modo migliore non servono ipocrisie o buonismo, eccessiva severità o voti “politici”, occorre semplicemente programmazione.
Possiamo valutare autenticamente solo se sappiamo già dove vogliamo arrivare, quali gli obiettivi e i traguardi e se siamo stati in grado di spiegarlo preventivamente agli stessi allievi.
Concordare un percorso rende più semplice e trasparente misurare la distanza che ci separa dalla destinazione (o la strada già fatta) mentre riservarsi il diritto di valutare l’operato altrui “a sorpresa” e su parametri “riservati” trasforma la valutazione in frustate o blandizie ovvero il proverbiale bastone e carota; semplice esercizio di potere.
Questa lettura delle griglie di valutazione ci conduce a un’altra considerazione: esse non sono sistematicamente e facilmente esportabili da una classe all’altra, ma meritano la costruzione attenta sul posto, o almeno una rilettura che tenga conto del contesto e della storia in cui la si inserisce.
Se trasferiamo il tema della correttezza valutativa sugli insegnanti stessi, dobbiamo coerentemente affermare che solo la definizione della professionalità docente, la corretta e completa descrizione delle competenze da mettere in atto nel nostro lavoro, permette la costruzione di strumenti di valutazione credibili.
La valorizzazione dei docenti sarà un processo atteso, una funzione utile, un riesame adeguato, tanto più la griglia di valutazione riuscirà a tratteggiare e colorare una professionalità condivisa.
Possiamo solo augurarci che siano gli insegnanti stessi a descriversi e a definirsi, migliorando la possibilità di osservazione e analisi, senza delegare ad altre figure tale compito.
Nel farlo avvieranno l’autovalutazione. Necessariamente.
Tanti preferiranno il più facile ruolo di chi critica, l’aristocratico rifiuto del confronto tra il proprio lavoro e quello dei colleghi, il nobile declinare ogni riconoscimento in cambio della privatizzazione del proprio spazio e della riservatezza del proprio servizio. Sbagliano, perché cercare gli strumenti in grado di spiegarci un fenomeno è il percorso che ha generato la Storia.
Fermarsi alla spiegazione magica degli eventi o negare la ricerca, o alzare barriere ai confini negando scambi coi vicini forse non fa soffrire, ma neanche crescere.

Rino Coppola

P.S. 10 e lode allo stage e ai suoi organizzatori e partecipanti, soprattutto perché il confine tra i due ruoli è stato così esile da non distinguersi.

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